
La biotech italiana, quotata al Nasdaq, può ora espandere la sua pipeline anche sul carcinoma renale metastatico (mRCC).
Genenta Science, pioniere dell’immuno-oncologia e leader nella terapia cellulare, ha annunciato un finanziamento di 20 milioni di euro (21,9 milioni di dollari) attraverso l’emissione di un prestito obbligazionario convertibile (Mandatory Convertible Bond) a favore di ENEA Tech and Biomedical (ETB) per sostenere l’espansione della propria pipeline attraverso il progresso di Temferon nel carcinoma renale metastatico (mRCC).
ETB è una fondazione privata leader nel settore, vigilata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che gestisce oltre 1,7 miliardi di euro di asset under management attraverso due fondi.
Con una profonda esperienza nel settore biomedico, ETB è un’autorità consolidata nell’identificazione e nel sostegno di aziende biotecnologiche ad alto potenziale.
“Prima di impegnarsi in questo investimento, ETB ha condotto un’approfondita e accurata due diligence scientifica e legale. Abbiamo trascorso diversi mesi di trattative”, ha dichiarato Pierluigi Paracchi, CEO di Genenta. “Riteniamo che i termini dell’obbligazione convertibile obbligatoria siano indicativi del potenziale valore a lungo termine delle azioni di Genenta. Il prestito obbligazionario non comporterà una diluizione immediata per gli azionisti di Genenta e si prevede che fornirà il capitale necessario per raggiungere le tappe fondamentali del nuovo studio sul mRCC dell’azienda”. La conversione in azioni è prevista per marzo 2028, seguita da un periodo di lock-up di due anni. Naturalmente, il processo sarà accelerato in caso di cambio di controllo della nostra azienda. ETB è un partner fidato con un forte sostegno finanziario, che contribuirà a garantire la stabilità finanziaria necessaria per portare avanti la convalida della piattaforma Temferon”.
In particolare, lo studio di Fase 1/2a sul carcinoma a cellule renali metastatico ha recentemente iniziato ad arruolare pazienti, rafforzando ulteriormente la pipeline clinica dell’azienda per Temferon.
Il Prof. Luigi Naldini, cofondatore di Genenta, ha aggiunto: “Stiamo continuando a dimostrare a livello preclinico e clinico la capacità di Temferon di riprogrammare il microambiente tumorale, che a sua volta induce risposte immunitarie cellulo-mediate, come suggerito dallo studio di Genenta sul GBM attualmente in corso e che verrà testato nello studio sul mRCC dell’Azienda”.
foto: Genenta Science